Dal 2015 è in corso una vertenza nel Sulcis contro la produzione di bombe dell’azienda RWM, bombe che vengono regolarmente vendute all’Arabia Saudita e destinate ai bombardamenti indiscriminati sullo Yemen, che si configurano come veri e propri crimini di guerra. Se inizialmente la battaglia si è impostata per chiedere la chiusura e la riconversione della fabbrica delle bombe di Domusnovas/Iglesias, oggi ci si ritrova, purtroppo, a dovere combattere perché questa impresa non si espanda esponenzialmente su tutto il territorio, mediante i numerosi progetti presentati negli ultimi due anni, puntando ad aprire nel Sulcis una vera e propria filiera dell’industria bellica. La fabbrica delle bombe RWM è infatti in fase di rapida espansione: negli ultimi due anni è stato avviato un imponente piano di investimento, ampliamento degli impianti e potenziamento dell’attività produttiva di ordigni devastanti. Il piano è stato frazionato in numerosi progetti diversi (più di 10), tutti presentati con procedura semplificata e approvati dai comuni di Domusnovas e Iglesias. L’ultimo progetto approvato dal comune di Iglesias (il 09 novembre 2018), prevede il raddoppio delle linee di produzione, con l’obiettivo di triplicare il volume degli ordigni prodotti. Si tratta di una decisione sciagurata alla quale è necessario opporsi con ogni mezzo. Il provvedimento è stato inoltre adottato in modo palesemente illegittimo, ricorrendo a forzature e atti arbitrari che hanno favorito in modo scandaloso l’azienda che lo ha proposto. Il tutto con la colpevole acquiescenza dei poteri pubblici (politici e amministrativi) che hanno omesso di esercitare i dovuti controlli a tutela della sicurezza, della salute della popolazione e dell’ambiente. Tra le diverse strategie per bloccare questo mostruoso piano di potenziamento della produzione bellica di RWM, è quindi possibile e doveroso presentare un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per contestarne la legittimità e rendere inefficace l’autorizzazione concessa dal Comune di Iglesias. Il ricorso andrà depositato con istanza cautelare e richiesta di sospensiva di validità del provvedimento; in tal modo, se dovesse essere accolto, RWM sarebbe costretta a sospendere i lavori e bloccare i cantieri.

In breve, alcune delle ragioni di illegittimità:

– Non è stata fatta nessuna Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), obbligatoria in caso di industrie chimiche che producono esplosivi, e necessaria oltretutto per la grande vicinanza di una zona naturalistica protetta (SIC Marganai – Monte Linas).

– Il piano complessivo è stato frazionato in tanti interventi minori per semplificare in maniera illegittima le procedure ed eludere i controlli.

– É stata fattivamente impedita la conoscenza degli atti e la partecipazione al procedimento decisionale alla popolazione, in forma sia individuale che associativa.

– L’area designata per l’intervento non ha una destinazione urbanistica di tipo industriale. Non è possibile quindi autorizzarvi la costruzione di impianti industriali.

– Non sono state fatte le dovute valutazioni del rischio di incidente, obbligatorie per impianti “a rischio di incidente rilevante” come è, ovviamente, una fabbrica di bombe

La giustizia amministrativa è onerosa, la presentazione di un ricorso al TAR comporta notevoli spese vive già all’atto del deposito, cui si devono aggiungere i compensi per gli avvocati. Il ricorso verrà presentato da diverse associazioni ambientaliste, pacifiste, sindacali e culturali.

POTETE CONTRIBUIRE ALLE SPESE LEGALI CON UN VERSAMENTO ALL’IBAN DI UNA DELLE ASSOCIAZIONI CHE PRESENTANO IL RICORSO: IT86 F076 0104 8000 0003 3854 282

CONTO INTESTATO A: ITALIA NOSTRA ONLUS SEZ. DI SANT’ANTIOCO

CAUSALE: EROGAZIONE LIBERALE FINALIZZATA AL RICORSO AL TAR CONTRO AUTORIZZAZIONE AMPLIAMENTO FABBRICA RWM ITALIA

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