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Dal 2015 è in corso una vertenza nel Sulcis contro la produzione di bombe dell’azienda RWM, bombe che vengono regolarmente vendute all’Arabia Saudita e destinate ai bombardamenti indiscriminati sullo Yemen, che si configurano come veri e propri crimini di guerra. Se inizialmente la battaglia si è impostata per chiedere la chiusura e la riconversione della fabbrica delle bombe di Domusnovas/Iglesias, oggi ci si ritrova, purtroppo, a dovere combattere perché questa impresa non si espanda esponenzialmente su tutto il territorio, mediante i numerosi progetti presentati negli ultimi due anni, puntando ad aprire nel Sulcis una vera e propria filiera dell’industria bellica. La fabbrica delle bombe RWM è infatti in fase di rapida espansione: negli ultimi due anni è stato avviato un imponente piano di investimento, ampliamento degli impianti e potenziamento dell’attività produttiva di ordigni devastanti. Il piano è stato frazionato in numerosi progetti diversi (circa 20), tutti presentati con procedura semplificata e approvati dai comuni di Domusnovas e Iglesias. Il comune di Iglesias ha approvato anche alcuni progetti estremamente rilevanti come il raddoppio delle linee di produzione, con l’obiettivo di triplicare il volume degli ordigni prodotti (realizzazione dei “Nuovi Reparti R200 ed R210”, approvazione del 9 novembre 2018), e il nuovo poligono per test esplosivi (realizzazione del “Campo Prove R 140”, approvazione dell’8 luglio 2019). Si tratta di decisioni sciagurate alle quali è necessario opporsi con ogni mezzo. I provvedimenti sono stati inoltre adottati in modo palesemente illegittimo, ricorrendo a forzature e atti arbitrari che hanno favorito in modo scandaloso l’azienda che li ha proposti. Il tutto con la colpevole acquiescenza dei poteri pubblici (politici e amministrativi) che hanno omesso di esercitare i dovuti controlli a tutela della sicurezza, della salute della popolazione e dell’ambiente. Tra le diverse strategie per bloccare questo mostruoso piano di potenziamento della produzione bellica di RWM, è stato quindi possibile e doveroso presentare diversi ricorsi:

1) il primo è stato presentato al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) il 7 gennaio del 2019 per contestarne la legittimità e rendere inefficace l’autorizzazione concessa dal Comune di Iglesias per i nuovi reparti “R200 ed R210”. È stato presentato con istanza cautelare e richiesta di sospensiva di validità del provvedimento, in modo da chiedere la sospendere i lavori e bloccare i cantieri;

2) il TAR non ha accolto la richiesta di sospensione dei lavori, che sono proseguiti sino ad oggi, ma ha deciso di accogliere il ricorso e discuterlo. Dalla gran mole di documenti depositati dalle parti, sono emerse molteplici e nuove ragioni di illegittimità, fatte presenti al TAR con i “Motivi Aggiunti” al ricorso precedente (in pratica un raddoppio del ricorso e dei motivi di opposizione), depositato il 14 marzo 2019;

3) successivamente è stato presentato un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, depositato l’11 novembre 2019, per contestarne la legittimità e rendere inefficace l’autorizzazione concessa dal Comune di Iglesias per il nuovo poligono per test esplosivi “Campo Prove R140”.

In breve, alcune delle ragioni di illegittimità:

– Non è stata fatta nessuna Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), obbligatoria in caso di industrie chimiche che producono esplosivi, e necessaria oltretutto per la grande vicinanza di una zona naturalistica protetta (SIC Marganai – Monte Linas).

– Il piano complessivo è stato frazionato in tanti interventi minori per semplificare in maniera illegittima le procedure ed eludere i controlli.

– É stata fattivamente impedita la conoscenza degli atti e la partecipazione al procedimento decisionale alla popolazione, in forma sia individuale che associativa.

– L’area designata per l’intervento non ha una destinazione urbanistica di tipo industriale. Non è possibile quindi autorizzarvi la costruzione di impianti industriali.

– Non sono state fatte le dovute valutazioni del rischio di incidente, obbligatorie per impianti “a rischio di incidente rilevante” come è, ovviamente, una fabbrica di bombe

La giustizia amministrativa è onerosa, la presentazione di un ricorso comporta notevoli spese vive già all’atto del deposito, cui si devono aggiungere i compensi per gli avvocati. Il ricorso verrà presentato da diverse associazioni ambientaliste, pacifiste, sindacali e culturali.

POTETE CONTRIBUIRE ALLE SPESE LEGALI CON UN VERSAMENTO ALL’IBAN DI UNA DELLE ASSOCIAZIONI CHE PRESENTANO IL RICORSO: IT86 F076 0104 8000 0003 3854 282

CONTO INTESTATO A: ITALIA NOSTRA ONLUS SEZ. DI SANT’ANTIOCO

CAUSALE: EROGAZIONE LIBERALE FINALIZZATA AL RICORSO AL TAR CONTRO AUTORIZZAZIONE AMPLIAMENTO FABBRICA RWM ITALIA

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